Smeraldi da investimento come orientarsi

Investimenti in pietre preziose, le prospettive

Se vogliamo diversificare i nostri investimenti potremmo investire parte del nostro patrimonio in pietre preziose. L’investimento in questi beni deve essere valutato in una prospettiva lunga poiché il mercato delle pietre preziose è un mercato che guarda nel futuro e che se da un lato assicura mediamente cospicui vantaggi, questi si possono apprezzare solo nel lungo periodo. Fra le pietre preziose più importanti vi è il diamante ma questo pure sempre un grande classico è reperibile in diversi continenti per cui il suo prezzo potrebbe oscillare anche negativamente. Se vogliamo diversificare il nostro investimento in un settore più specializzato possiamo pensare allo smeraldo.

Lo smeraldo, la meravigliosa pietra verde

Lo smeraldo è una pietra preziosa che ha caratteristiche particolari. Il suo colore è verde molto intenso ed apprezzato dagli appassionati proprio per questo colore unico. Trovare lo smeraldo completamente intatto o intero è praticamente impossibile. Data la rarità di questi casi lo smeraldo ha come caratteristica quella di avere piccole fratture che se da un lato possono determinarne il vizio dall’altro possono essere anche considerate dagli esperti come caratteristiche intrinseche degli smeraldi. Rispetto al diamante lo smeraldo è più delicato, tanto è vero che la sua conservazione e la sua pulizia deve essere effettuata con prodotti specifici, altrimenti potrebbero crearsi aloni o si potrebbe danneggiare la superficie della pietra preziosa .

Aspetti tecnici e peculiarità per valutarne il valore

Lo smeraldo è una pietra preziosa particolarmente apprezzata dato il suo colore verde intenso che ritaglia per essa stessa un mercato particolarmente interessante dal punto di vista della domanda e dell’offerta. Il colore dello smeraldo realizza il suo prezzo. A seconda della tonalità infatti questa pietrà sarà più o meno costosa. Se il verde sarà troppo chiaro o troppo scuro, il suo valore sarà modesto. Se sarà un verde forte e brillante, allora saremo di fronte ad uno smeraldo di alta qualità. Se poi avrà dei richiami tendenti al blu, allora saremo di fronte a quello più caro al mondo, detto smeraldo muzo. Lo smeraldo viene tagliato con le moderne tecniche che si usano per le pietre preziose. Come per i diamanti, il taglio è essenziale per decretarne il valore. Proprio per lo smeraldo è stato ideato un particolare tipo di taglio che viene chiamato per l’appunto, taglio smeraldo, che consiste nel tagliare la pietra preziosa in una caratteristica forma rettangolare. Se il taglio non è perfetto, la pietra può perdere lucentezza e valore. Viceversa se il taglio ne esalta le caratteristiche, per esempio aumentandone la lucentezza, queste faranno lievitare il prezzo dello smeraldo. Anche le inclusioni della pietra possono determinarne il prezzo. Considerando che quasi tutti gli smeraldi hanno inclusioni, e quindi queste debbano essere considerate connaturate alla pietra, va ricordato che se sono troppe o troppo grandi potrebbero alterarare il colore deprezzando così lo stesso.
I giacimenti più importanti della pietra sono in Brasile e in Colombia anche se ne sono stati trovati e utilizzati altri presso gli Urali ed anche alcuni piccoli in Europa, in particolare in Austria. Proprio in Colombia è stato estratto lo smeraldo più grande della storia, del peso di circa 2 kg e da oltre 15.000 carati

Gli smeraldi della storia, meravigliose opere

Lo smeraldo è particolarmente noto fin dall’antichità tanto è vero che lo stesso veniva utilizzato dagli Egizi per decorare e arricchire i gioielli del faraone e della famiglia reale. Fra i gioielli importanti da ricordare ci sono sicuramente quelli appartenuti ai sultani turchi. Le meravigliose pietre di Smeralda incastonati in questi gioielli sono dei capolavori che possono essere visti nel museo topkapi di Istanbul. Senza dubbio anche quelli della famiglia reale dell’Iran sono di rara bellezza così come quelli incastonati nel trono del pavone. Negli Stati Uniti è possibile poi vedere degli smeraldi particolarmente importanti come quello del museo di scienze di New York da 632 carati. Niente a confronto però delle meravigliose pietre di smeraldo trovate in Russia nel 1834 di ben 1130 carati.

I diamanti che non perdono valore nel tempo

La diversificazione è una delle regole principali in materia di investimenti. Serve per suddividere il proprio capitale in investimenti a breve, medio e lungo periodo, in modo tale da avere sempre disponibilità liquide in caso di necessità, disinvestendo da mercati a breve periodo e conseguentemente a basso rischio e rendimento, ma anche dando più possibilità di guadagno e quindi di crescita al proprio patrimonio con soluzioni più rischiose e che possono richiedere tempi più lunghi. In quest’ultima ottica sicuramente può rientrare a pieno l’invesimento in diamanti.

Un diamante è per sempre
Il diamante non è soltanto un gioiello di lusso, ma anche un investimento in un bene rifugio, come lo è quello dell’oro, molto più conosciuto, scambiato e regolamentato.
In momenti di alta volatilità nei mercati finanziari, il diamante può rappresentare una scialuppa di salvataggio al proprio patrimonio.
E la massima che accompagna il diamante, che è per sempre, non è soltanto un modo di dire, ma nasconde una grande verità, quella che questo materiale  prezioso non si deteriora con il tempo, ma anzi acquista ancora più valore.
Il diamante è quindi al tempo stesso un bene di lusso da sfoggiare che genera sicurezza e un investimento prezioso che non decade a distanza di anni.

Il valore di un diamante
Ciò che determina il valore di un diamante sono essenzialmente 4 caratteristiche, dette anche le 4 C: carat (la caratura, il peso in carati), cut (il taglio), clarity (la purezza), color (il colore).
L’elemento più importante resta il peso, ma gli esperti tengono comunque in considerazione ogni peculiarità ritenendo ciascun diamante un pezzo unico. Dopo il peso è la purezza la caratteristica più importante e che maggiormente incide sul prezzo. Ogni aspetto ha al suo interno una scala di valutazione, per la purezza ad esempio il grado più alto è la F (flawless, ossia perfetto). Quanto al colore, i diamanti che ne sono privi, sono quelli più rari e perciò più di valore, si identificano con la lettera D, al versante opposto ci sono i diamanti Z, leggermente colorati di giallo o marrone. Mentre nel caso di questi diamanti, il valore scende con l’evidenziarsi del colore, con i cosiddetti Fancy colors, colori fantasia, il prezzo aumenta più è vivo e profondo il colore, poiché estremamente rari, come il blu o il rosa.

Conoscere il mercato
Prima di cimentarsi in un investimento in diamanti, è essenziale conoscerne il mercato, i protagonisti che lo movimentano, essere informati e valutare con attenzione il pezzo che si è deciso di acquistare.
A differenza dell’oro, il diamante non ha un vero e proprio mercato e quindi il suo prezzo non è regolamentato. In sostanza sono pochi gli attori che prendono parte ai movimenti del settore, banche e società specializzate, che con fare esperto agiscono sull’offerta mantenendo sempre il prezzo ad un certo livello. Valutare sempre quindi il prezzo di un diamante, confrontarlo con altri simili nel listino di riferimento che è il Rapaport perché spesso le stesse banche e le società specializzate li fissano troppo a proprio vantaggio.
Al diamante non si applicano le spese di successione nè il capital gain sull’eventuale guadagno al momento della vendita, ma sugli acquisti si paga l’iva al 22%, che non viene applicata se il diamante si trova in cassette depositate nelle zone franche che sono Rotterdam, Anversa, Le Havre e Genova per il mercato europeo.

I rischi dell’investimento in diamanti
Investire in diamanti non è comunque così semplice, proprio per questo si sconsiglia di destinare più del 10% del proprio capitale a questo mercato.
Di prendere in considerazione solo diamanti con caratura superiore a 0,5, poiché al di sotto non è obbligatorio un certificato di laboratorio, ma inferiore a 3, visto che per pesi superiori ne diventa poi problematica la vendita.
La liquidità del diamante è effettivamente abbastanza scarsa, si ha sempre molta scelta tra diversi venditori al momento dell’acquisto, ma decisamente meno acquirenti quando si vuole liquidare la pietra e che tra l’altro, tirano al ribasso sul prezzo.
Sono inoltre influenzati dal rischio cambio, poiché vengono scambiati in dollari, si paga l’iva al 22% in acquisto che non viene recuperata alla vendita e una percentuale che può arrivare fino al 15% del controvalore per la commissione di negoziazione in fase di uscita. Costi che naturalmente vanno ad abbattere l’eventuale guadagno avuto nel corso degli anni dall’investimento in diamanti e di cui bisogna tener conto.

Quando parliamo di oro 24K parliamo di oro finanziario

oro finanziarioCapita piuttosto frequentemente di imbattersi nella definizione “oro finanziario”, e molto spesso chi non ha conoscenze del settore crede che essa si riferisca semplicemente all’oro 24K.

Non è così, in realtà, ma per fornire una spiegazione esauriente è fondamentale entrare nel dettaglio.
Anzitutto è utile ricordare che l’oro 24K è l’oro puro, ovvero la variante di questo metallo prezioso che vanta il valore in assoluto più elevato.
La purezza dell’oro è infatti variabile: gli oggetti in oro che ognuno di noi può ritrovarsi in casa, come possono essere ad esempio degli orologi, oppure dei soprammobili, non sono realizzati in oro nella loro interezza.
Con questo non si sta dicendo che non siano autentici, sia ben chiaro, ma che la loro struttura è realizzata in una lega di metalli tra cui l’oro è presente, ma rappresenta soltanto una parte della stessa.
Esiste un’unità di misura specifica che quantifica, appunto, la purezza dell’oro, ovvero il carato, il quale è indicato con il simbolo K.
Se possediamo un gioiello in oro 14K, significa che su 24 parti che costituiscono la lega metallica, 14 di esse sono composte da oro; ovviamente tanto più è elevato il numero di carati, tanto più alto sarà il valore dell’articolo.
Dal momento che le leghe metalliche che costituiscono gli oggetti in oro sono immaginariamente suddivise in 24 parti, è evidente il fatto che l’oro 24K è quello puro, quindi quello in cui non si individuano tracce di altri metalli.
L’oro quotazione, quindi quella che può essere consultata su qualsiasi sito web autorevole o su fonti altrettanto attendibili, fa riferimento proprio all’oro 24K, di conseguenza il valore del proprio oggetto in oro deve essere rapportato non solo al suo peso, ma anche al suo livello di purezza.
É davvero poco probabile che un oggetto in oro possa vantare 24K: l’oro puro infatti, nella grande maggioranza dei casi, esiste esclusivamente sotto forma di lingotti, o al più di monete.
Chiarito cos’è l’oro 24K possiamo ora spiegare che cosa si intende per oro finanziario, e possiamo quindi comprendere perché questi due concetti non siano corrispondenti: sicuramente esiste una correlazione tra l’oro 24K e l’oro finanziario, ma sarebbe un errore credere che facciano riferimento alla medesima cosa.
L’oro finanziario, come si può intuire dal nome, è appunto un prodotto finanziario, dunque è un investimento.
Se si acquistano dei lingotti d’oro e li si custodisce nella cassaforte di casa, magari nell’attesa che un domani la quotazione ufficiale dell’oro possa crescere, non si può parlare di oro finanziario: questo è un investimento in oro, certamente, ma in questo caso si tratta di “oro fisico”.
L’oro finanziario, proprio come tutti gli altri prodotti finanziari, è al contrario un qualcosa di immateriale: l’investimento non è tangibile, come potrebbe essere ad esempio un investimento di natura immobiliare, ma è un qualcosa di “virtuale”.
Alla luce di questo, dunque, non stupisce il fatto che le operazioni in oro finanziario possano essere effettuate utilizzando qualsiasi piattaforma online dedicata agli investimenti finanziari: è evidente che in questi strumenti non ci si ritroverà mai a maneggiare dell’oro fisico, nonostante questo è comunque possibile investire, ovvero guadagnare o perdere gli importi che si sono destinati a queste operazioni.
Fermo restando che, come detto, gli investimenti in oro finanziario sono rigorosamente immateriali, i medesimi possono presentare le peculiarità più disparate.
Senza addentrarci oltremodo in aspetti tecnici, possiamo sottolineare che la grande maggioranza dei casi degli investimenti in oro finanziario offrono la possibilità di ottenere dei guadagni in relazione alla quotazione ufficiale dell’oro, la quale, è utile ricordarlo, è soggetta a continue fluttuazioni venendo determinata con cadenza quotidiana.
Un caso emblematico è rappresentato dai cosiddetti derivati: questi prodotti finanziari richiedono all’investitore di pronosticare se in un determinato lasso di tempo, anch’esso liberamente determinabile, il valore dell’oro sarà cresciuto o sarà diminuito.
A livello concettuale dunque questi investimenti sono molto semplici, prevedendo solo due possibili opzioni, in questo caso vincita o perdita; esistono anche delle forme di investimento più complesse, come i cosiddetti benchmark, in cui l’ammontare dei guadagni (o delle perdite) è direttamente proporzionale alla crescita o alla decrescita della quotazione dell’oro.
Come visto la quotazione dell’oro si riferisce all’oro 24K, ed è proprio in tale ottica che sussiste un legame tra oro 24K e oro finanziario, ma questo non significa che le due cose coincidano.
L’oro finanziario include anche dei prodotti che non sono correlati in modo diretto con la quotazione dell’oro: è possibile investire, ad esempio, anche su azioni di società minerarie.

Quali sono le regole per acquistare bene un diamante

diamanti tagli diversi - IGR RomaIn questa guida vediamo alcuni consigli che possono essere utili per la scelta di un diamante da acquistare per se o da regalare.

L’acquisto di un diamante non è una cosa che può essere improvvisata e per poter apprezzare il suo valore, occorre innanzitutto conoscere il modo in cui stimarlo.
Tutti più o meno sappiamo cos’è un diamante ma pochi conoscono i criteri per la valutazione di un diamante. La qualità e il prezzo di un diamante infatti dipendono da alcuni fattori che, quando si acquista un diamante, è bene conoscere. I criteri principali di cui occorre tener conto sono quattro, ovvero le quattro C:

· Il peso (Carati)

· La purezza (Clarity)

· Il colore (Color)

· Il taglio (Cut)

Quando si sceglie un diamante, è bene cercarne uno che bilanci bene queste qualità, sempre nell’ambito del proprio budget. I diamanti di qualità perfetta sono davvero rari e sono molto costosi: è comunque possibile scegliere un diamante meno perfetto ma che appare a occhio nudo ugualmente brillante.

Il peso
Il peso di un diamante, o anche la dimensione, è molto importante. Si esprime in carati: un carato ha il valore di 0,20 g. Un diamante più pesa e più è costoso, anche se un maggior peso non necessariamente indica che la pietra abbia una qualità superiore. I formati più comuni per gli anelli di fidanzamento in genere sono da 1/2 carato, da 1 carato e da 2 carati. Se occorre regalare un anello di fidanzamento è opportuno scoprire prima la dimensione che la destinataria preferisce: infatti non necessariamente la donna preferisce che il diamante abbia molti carati. Alcune donne prediligono la qualità alla dimensione, altre donne invece preferiscono un diamante che sia più vistoso. Inoltre è bene prendere in considerazione anche le dimensioni della mano di colei che lo deve portare: una donna che ha le mani piccole forse preferirà una pietra piuttosto piccola.

La purezza
Un altro fattore importante che influisce sul valore di un diamante è la purezza che viene espressa mediante una scala che va da “IF” a “P”. La purezza si può determinare solo in base alla valutazione di un esperto commerciante di diamanti e si valuta sulla base del numero e della posizione di inclusioni presenti nella pietra. Una pietra di tipo “IF” ha il più elevato grado di purezza, mentre un diamante che risulta piuttosto “macchiettato” avrà un grado di purezza basso.

Il colore
Anche il colore di un diamante è un criterio essenziale per valutare un diamante. Anche per il colore esiste una scala che va da “D” per un bianco neve fino a “Z” per un giallo pronunciato. L’individuazione del colore avviene ponendo il diamante su di un cartoncino bianco.

Il taglio
La qualità del taglio è altrettanto importante. Il taglio di un diamante determina sia la forma che la brillantezza. Infatti un diamante che sia ben tagliato può riflettere la luce da tutte le sfaccettature. Se invece è tagliato troppo profondamente o troppo in superficie, la luce non attraversa bene la pietra e riduce la qualità del diamante. Anche la forma del diamante è un aspetto relativo al taglio. Per acquistare il diamante giusto è bene esaminare le forme disponibili e scegliere quella che piace di più o chiedere il parere di chi lo riceverà. Altrimenti conviene scegliere una forma classica e affermata. Le forme più in voga sono quelle a smeraldo, a principessa e il brillante rotondo.
Inoltre conviene chiedere al gioielliere di mostrare il rapporto del Gemological Institute of America o anche di un’organizzazione similare, per la classificazione, per il diamante di cui si deve valutare l’acquisto. In questi rapporti si trova un’indicazione del taglio. Il “taglio ideale” corrisponde al livello massimo di perfezione. Se un diamante è colorato non esistono proporzioni ideali ed è un fatto di gusto. Per i diamanti bianchi, invece, la tendenza esige il triplo “Very Good” ( ossia molto buono) o almeno il triplo “Excellent” in base alle proporzioni, alla lucidatura e alla simmetria, al fine di avere una luminosità ottimale. Le proporzioni di tipo “Good” (buono) danno alla pietra un aspetto piuttosto spento come nel caso di diamanti piatti.

Altri consigli per l’acquisto dei diamanti
Quando si sceglie un diamante, è bene usare una lampada che dia una luce vicina a quella naturale del giorno. Nella maggioranza delle gioiellerie si usano lampade con spettro giallo che mettono in risalto il valore del diamante, ma piuttosto artificialmente e alla luce naturale la sua luminosità appare minore. Quindi è bene scegliere il diamante guardandolo con la luce “fredda”.
È indispensabile anche che esista un certificato che accompagni il diamante. Il rapporto gemmologico deve descrivere le principali caratteristiche della pietra e costituisce la carta d’identità del diamante. I laboratori più raccomandati sono il G.I.A., l’H.R.D. e l’I.G.I.
Infine è importante acquistare un diamante suo prezzo di mercato. Infatti esiste un listino dei prezzi dei diamanti denominato “Rapaport Diamond Report” che indica il prezzo dei diamanti da 0,01 fino a 10 carati in base al peso, al colore, alla purezza e alla forma del taglio. Si tratta in pratica della quotazione di un diamante.
Evita comunque di comprare un diamanti su Internet, soprattutto per un pezzo importante come ad esempio un anello di fidanzamento. Valuta un diamante sempre di persona per determinarne la qualità.
Il consiglio finale: la cosa migliore è scegliere un diamante per il quale si ha un “feeling”. Un diamante che sia ben tagliato e che risulti molto bianco brilla anche senza sole.

Valore Oro e Argento come viene fissato

lingotti e monete in oro e argentoIl valore di oro e argento viene fissato dalla London Bullion Market Association (LBMA). La LBMA è l’autorità mondiale per l’oro e l’argento. La quotazione viene stabilita da un comitato della LBMA a cui partecipano istituti bancari di fama mondiale. Fanno parte dell’LBMA anche zecche, raffinerie, proprietari di miniere, produttori di metalli preziosi. Questa quotazione ufficiale rappresenta un riferimento, la quotazione reale dipenderà poi dall’incontro tra domanda e offerta sui mercati dei metalli preziosi. La quotazione ufficiale viene fissata due volte al giorno per l’oro alle 10 del mattino e alle 15,30 ora di Londra e 1 volta a giorno per l’argento. I migliori compro oro fanno riferimenti a queste quotazioni per definire il valore dei gioielli usati.

Le principali borse su cui si scambiano i metalli preziosi, oro e argento, sono quelle di Tokio in Giappone, Cina, New York, Dubai, Mumbai in India e Instambul. Per le quotazioni di oro e argento non esiste una quotazione di chiusura perché oro e argento vengono scambiati di continuo, 24 ore al giorno, passando da compratore a compratore senza un prezzo di chiusura. Si inizia con l’apertura del mercato in Giappone e si finisce con i mercati in America, per poi ricominciare di nuovo da Tokyo.

Il prezzo di oro e argento sui mercati viene definito partendo dal fixing ufficiale e viene espresso con uno spot price ovvero, un prezzo stabilito ad un determinato momento oppure con un prezzo futuro, il future price, che corrisponde al prezzo al momento in cui il metallo verrà consegnato all’acquirente.

Il fixing di oro e argento è cominciato nel 1919. Tra le banche che partecipano al comitato della LBMA ci sono la Barclays, la HSBC, la Société Générale, Bank of Nova Scotia e Deutsche Bank. Le banche che partecipano al fixing dell’argento invece sono 3, tra cui la Deutsche Bank. La Deutsche Bank ha deciso di abbandonare il fixing dell’oro e dell’argento e di non far più parte del comitato della LBMA. Questa decisione ha causato subito incertezza e ha destabilizzato il mercato dei metalli preziosi.

Le banche che presiedono il comitato infatti rappresentano anche clienti privati e investitori sulle borse di oro e argento. I clienti di Deutsche Bank quindi hanno temuto ripercussioni per il fatto che la loro banca aveva abbandonato il comitato di Londra.

Il fixing dell’oro e dell’argento di fatto non è molto cambiato da quando è stato istituito. A parte l’avvento di internet e delle nuove tecnologie che hanno reso tutte le transazioni molto più veloci e di facile accesso, le modalità del fixing sono rimaste invariate per anni. Tra le ragioni che hanno spinto la banca tedesca ad abbandonare il tavolo della London Bullion Market Association, c’è sicuramente il fatto che il colosso tedesco ha deciso di diminuire la sua presenza e la sua esposizione sul mercato dei metalli preziosi e delle materie prime in generale. Dopo la scelta della Deutsche Bank, le altre banche rimaste hanno deciso di continuare regolarmente il fixing da sole, rassicurando di fatto il mercato.

La Bank of China considerata l’importanza dell’economia cinese a livello mondiale, è entrata a far parte del comitato della LBMA al posto del colosso tedesco. L’entrata della banca cinese modifica certamente le dinamiche delle contrattazioni.

In futuro si potrà forse assisterà ad un coinvolgimento di maggiori operatori al mercato del fixing. Infatti considerata la complessità delle contrattazioni attuali, il fatto che siano solo poche banche a fissare il prezzo dell’oro e dell’argento da investimento  sembra impensabile. Le banche che siedono al comitato dell’autorità inglese infatti, sono sempre state accusate di essere un circolo ristretto e di manipolare le quotazioni di oro e argento a loro vantaggio.

L’ingresso di Bank of China cambia ulteriormente le cose. La Cina è prima al mondo per consumo e produzione di oro e sta cercando di creare un mercato alternativo a quello di Londra. La borsa più importante per scambi fisici di oro è quella di Shanghai con il maggior numero di operatori e investitori. Shanghai sta tentando sempre di più di affermare un nuovo fixing ufficiale in alternativa a quello di Londra.

Definizione di oro usato

spilla in oro usatoCapita in tantissime occasioni di sentir parlare di oro usato, cerchiamo dunque di capire di cosa si tratta.

L’oro usato è sostanzialmente dell’oro che è già stato impiegato per la realizzazione di articoli di vario tipo, come possono essere ad esempio gioielli, orologi, soprammobili.
La grande maggioranza dell’oro usato è individuabile in oggetti preziosi quali quelli menzionati, tuttavia questo metallo prezioso è presente anche in tutt’altro genere di prodotti: non tutti sanno, ad esempio, che l’oro si trova anche all’interno di oggetti elettronici, ad esempio nei laptop.
Si sta ovviamente parlando di quantità minime, tuttavia se il recupero di tale materia prima viene effettuato su numerosi dispositivi tecnologici destinati ad essere smaltiti si possono raggiungere delle quantità tutt’altro che irrilevanti.
Non è certamente per caso, d’altronde, se l’estrazione di oro da oggetti tecnologici ormai obsoleti stia diventando un’attività piuttosto diffusa.
Ma per quale ragione l’oro usato è considerato così interessante?
Il fatto che l’oro sia stato già utilizzato non ha alcuna rilevanza dal punto di vista commerciale: questa materia prima così preziosa, infatti, può essere recuperata e riutilizzata senza che la sua qualità ne risenta minimamente.
Nello specifico, l’oro usato può essere sottoposto a un processo di fusione, tramite cui si può ottenere del nuovo oro a sua volta utilizzabile per produrre oggetti di ogni genere, oppure per essere custodito sotto forma di lingotti.
Come si può intuire il mercato dell’oro usato è molto florido, è d’altronde cosa nota il fatto che questo metallo abbia un altissimo valore in tutto il mondo.
Se si dispone di oggetti in oro e si è disposti a privarsene, dunque, è possibile rivolgersi ai compro oro, ovvero delle attività regolarmente autorizzate dallo Stato ad acquistare degli oggetti in oro direttamente da privati.
Se possiedo un oggetto in oro, qual è il suo valore? Quanto posso ricavare dalla sua vendita?
Moltissime persone si pongono queste domande, cerchiamo dunque di capire quali sono i fattori che determinano il valore di un oggetto in oro.
Anzitutto è interessante sottolineare che le condizioni in cui versa l’oggetto in oro sono del tutto irrilevanti: l’articolo può essere danneggiato, rovinato, non funzionante, ma può essere venduto a un compro oro ricavando la stessa cifra che ci sarebbe potuti assicurare laddove fosse stato in condizioni perfette.
Il primo, importantissimo aspetto che determina il valore di un oggetto in oro usato corrisponde alla quotazione ufficiale dell’oro, la quale ha validità a livello internazionale.
La quotazione ufficiale dell’oro non è temporalmente fissa, al contrario varia continuamente: il cosiddetto Fixing, ovvero il processo tramite cui viene determinata la quotazione dell’oro, viene effettuato infatti due volte al giorno.
La quotazione dell’oro è dunque il primo parametro da considerare, ma è utile sottolineare che esso fa riferimento all’oro puro, quindi all’oro 24k.
É pressoché impossibile che un articolo in oro usato sia realizzato in oro 24k, di conseguenza la quotazione ufficiale di tale metallo prezioso va rapportata al suo livello di purezza, il quale è appunto espresso in carati (simbolo k).
Se si possiede, ad esempio, un oggetto in oro usato 12k, significa che la lega metallica con cui è realizzato si compone di oro per 12/24; l’oro 24k, essendo oro puro, è composto da oro per 24/24.
La quotazione ufficiale dell’oro, la purezza dell’oggetto e ovviamente anche il suo peso ne determinano dunque il valore; se si propone in vendita un articolo a un compro oro bisogna tuttavia considerare un quarto parametro, ovvero lo spread.
Ogni compro oro pratica uno spread, ovvero riduce di una determinata percentuale il valore oggettivo del bene al fine di ricavare un utile dalla sua attività.
Lo spread è determinato liberamente dalle aziende del settore, ciò significa che compro oro concorrenti possono proporre cifre differenti per il medesimo articolo in oro usato, e chi vende ha piena facoltà di indirizzarsi verso il compro oro più conveniente, a condizione che esso rispetti tutte le norme del settore.

Oro 24 carati dove lo trovo?

33f8d6c530a98752d02aef004ba6fb22_XLL’oro è riconosciuto come il metallo più nobile esistente sulla faccia della terra. È dalla notte dei tempi che a questa lega viene dato un grandissimo valore e da sempre è simbolo di splendore, bellezza e pregio. La purezza dell’oro viene espressa in carati, quando si parla di oro puro la caratura è pari a 24, questo significa che la quantità è pari a 999,9 grammi su un totale di 1000 grammi. L’oro puro si trova in natura e ha svariate sembianze e forme. Si reperisce in appositi giacimenti, in depositi sui fondi di alcuni fiumi oppure in particolari accumuli di detriti. È un materiale raro e difficile da trovare, per queste motivazioni le sue quotazioni sono sempre state ai massimi livelli. L’oro nella sua forma più pura è un materiale che ha una durata nel tempo quasi eterna, ad oggi è utilizzato in svariati settori come quello degli investimenti (sotto forma di lingotto) e nell’industria elettronica come componente interna di svariati dispositivi elettronici come pc e smartphone di ultima generazione. In oreficeria invece questa lega non viene mai utilizzata pura, perché sarebbe troppo malleabile. Mediante appositi processi è unita ad altri materiali e per queste ragioni la caratura scende a 18. Solitamente tutti i gioielli sono in 18 kt, quando si decide di vendere i propri monili usati è bene ricordare che l’oro quotazionenon sarà mai uguale a quella espressa dai mercati azionari, ma sarà soggetta ad un ribasso. Sicuramente vendere oro usato è il modo migliore per ottenere soldi contanti in pochi e semplici passaggi, per poter affrontare ogni tipo di evenienza economica o per togliersi qualche sfizio. Prima di procedere però è sempre meglio reperire ogni tipo di informazione a riguardo, per non farsi trovare impreparati e per non incappare in qualche brutta sorpresa. Come ottenere quindi la quotazione migliore? Seguendo pochi consigli sarà possibile effettuare una compra-vendita che darà risultati soddisfacenti. Il web è un ottimo mezzo per trovare ogni tipo di informazione necessaria e specifica. La prima cosa da fare è quella di effettuare una piccola ricerca online sui negozi nei pressi della propria zona. Bisogna valutare con attenzione qual’è quello che presenta la quotazione migliore, verificare che sia un negozio accreditato e visionare sul sito ufficiale se c’è la possibilità di fissare il prezzo in un particolare momento, quello migliore, suggeriamo il Compro Oro Roma OroChange, con molti negozi nei punti nevralgici della Capitale. L’oro in borsa ha un prezzo che varia due volte al giorno, questi valori sono uguali in ogni parte del mondo. Per questo motivo può capitare di osservare delle frequenti oscillazioni di prezzo nel corso della stessa giornata, sempre per queste ragioni i negozi che danno l’opportunità di fissare il prezzo sono quelli dove si potrà ottenere la quotazione maggiore. Per fare questa operazione è necessario compilare un apposito modulo di riferimento nella pagina internet dell’esercizio che si è scelto, si potrà scegliere se bloccare il prezzo per un tempo di 24 oppure 48 ore. Molti siti danno anche il vantaggio di poter essere avvisati tramite mail o sms quando l’oro subisce il rialzo verso una cifra prestabilita, per poter così bloccare la somma nel momento più opportuno. Prendere questo tipo di informazioni con anticipo e affidarsi a compro oro accreditati è il metodo migliore per portare a termine una vendita svolta nel migliore dei modi. Bisogna sempre diffidare di quelle pubblicità che propongono quotazioni fuori dal comune, troppo allettanti o con cifre da capogiro, sarà molto semplice poi quando ci si recherà sul posto capire che le cose non sono propriamente come vengono presentate e l’oro sarà sempre valutato in modo inferiore. In questo settore esistono dei brand rinomati e che operano secondo la legge, affidarsi a marchi affidabili è una scelta ponderata ed intelligente. Gioielli in oro usati, danneggiati, mai indossati possono diventare un’opportunità di guadagno per ottenere in modo sicuro denaro contante, l’importante è effettuare questo tipo di vendita in modo garantito e trattando solo con esercizi che operano secondo la legge.

Oro: gioielli, monete lingotti e tanto altro

oro da investimentoComplice la grave crisi economica e finanziaria che da alcuni anni si è abbattuta anche nel nostro Paese, il mercato dei metalli preziosi, e dell’oro in particolare, ha registrato una crescita assolutamente eccezionale. Secondo i dati presentati nell’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes, sarebbe oltre il 18.7% degli italiani ad aver fatto ricorso alla vendita di beni preziosi di famiglia prevalentemente per far fronte alle proprie esigenze di liquidità nel corso del 2014. Ma sempre più frequentemente ci si rivolge al mercato dell’oro anche per acquistare il metallo prezioso, da sempre considerato il bene rifugio per eccellenza, scegliendo una delle opzioni di investimento considerate storicamente più sicure al fine di proteggere il proprio capitale dalle fluttuazioni del mercato e diversificare il proprio portafoglio di investimento. In particolare, il possesso di oro può rivelarsi particolarmente vantaggioso nelle fasi di recessione economica, avendo un ciclo naturale generalmente speculare rispetto a quello dei mercati tradizionali.

Esistono tipicamente due forme principali di detenzione di oro: l’oro fisico oppure l’oro finanziario/cartaceo. Quest’ultimo consiste nell’acquisto di strumenti finanziari come i certificati ed in particolare gli Exchange-Traded Fund (ETF), le opzioni ed i futures che possono essere acquistati in banca e che hanno il vantaggio di essere piuttosto liquidi, ossia possono essere facilmente rivenduti.

Chi, invece, decide di acquistare oro fisico può farlo sotto forma di oro puro (principalmente come lingotti) oppure oro lavorato o usato (contenuto in monete, spille, bracciali, orologi, medaglie e oggetti di oreficieria in generale). Differenza fondamentale tra le due tipologie di oro fisico risiede nel fatto che mentre l’oro puro contenuto nei lingotti raggiunge una percentuale del 99%, l’oro lavorato o usato viene generalmente mescolato con altri metalli meno preziosi, ma che vengono utilizzati per renderlo più facile da modellare. Quindi, un gioiello o una moneta, anche appena creati, vengono definiti oro usato perchè è la lavorazione a cui sono stati sottoposti ad averne ridotto il valore intrinseco. In altre parole, mentre l’oro puro è detto a 24 carati o 999,9 millesimi, un oggetto di oreficeria è generalmente a 18 carati o 750 millesimi ( (ossia, dividendo idealmente l’ oggetto in 24 parti oppure in millesimi, esso conterrà, rispettivamente, 18 parti su 24 o 750 parti su 1000 in oro mentre le restanti saranno composte da altri metalli a cui esso viene legato).

E’ di conseguenza ovvio che esistono differenze significative anche nel processo di stima del valore di un oggetto in oro puro oppure in oro usato. Il valore dell’oro puro costituisce il punto di riferimento nella definizione della quotazione internazionale, stabilita a Londra attraverso la cosiddetta procedura di “fixing” in base alla quale la LBMA (London Bullion Market Association) diramare i valori a cui le borse mondiali si riferiscono. Viceversa, sono moltissimi altri i fattori che possono contribuire a definire il valore di un oggetto in oro usato: non solo la quotazione internazionale, ma anche la percentuale di oro contenuta nonchè il tipo di lavorazione a cui esso è stato sottoposto.
E’ essenziale per chi decide di acquistare oro usato, individuare operatori specializzati affidabili e sicuri.
Infatti, con la diffusione della pratica di ricorrere al mercato dell’oro ed in assenza di una regolamentazione precisa, può aumentare il rischio di ritrovarsi coinvolti in operazioni non del tutto regolari e convenienti o veri e propri imbrogli.
Inoltre, alcuni operatori Compro Oro presenti su internet propongono un meccanismo di blocco del prezzo: è possibile controllare la quotazione di un gioiello in tempo reale e bloccarla per un certo arco di tempo (da 24 a 48 ore), durante il quale è possibile recarsi in negozio ed acquistare o vendere l’oggetto.

Mercati finanziari e prezzo dell’oro

oro fisicoI promotori finanziari e gli esperti in questo campo concordano sul fatto che, in generale, il metodo di investimento che consente buone prestazioni dal punto di vista del rendimento complessivo mantenendo relativamente bassi i rischi che questo comporta è la diversificazione. Occorre cioè evitare di puntare tutto su un campo specifico, ad esempio nel mercato azionario, ma dividere il patrimonio che si desidera investire in più ambiti. Quindi si considereranno anche, tipicamente, obbligazioni, titoli di stato e investimenti immobiliari.

Esiste però un altro interessante campo dove investire i propri risparmi: quello dei metalli preziosi. Qui considereremo il re di questi materiali costosissimi, cioè l’oro, che da tempo immemore è stato sempre simbolo di ricchezza e protagonista di scambi commerciali. Ogni paese possiede le cosiddette riserve auree che, fino a qualche decennio fa, erano a garanzia del denaro prodotto dallo stato stesso. Oggi il sistema non funziona più esattamente in quel modo (si trattava del sistema aureo), ma il valore del prezioso metallo è ancora fondamentale nell’economia del pianeta.

Innanzitutto dobbiamo dire che le quotazioni dell’oro sono stabilite univocamente per tutto il mondo dal cosiddetto “fixing dell’oro”. Due volte al giorno, alle ore 10.30 e alle ore 15 (ora rifertia al quella del meridiano di Greenwich), alla borsa di Londra si stabilisce il valore attuale del famoso metallo prezioso, che oggi si attesta attorno ai 42 dollari per chilogrammo.

In quale periodo è particolarmente conveniente investire in oro? L’oro è da sempre considerato un bene rifugio, al quale ci si rivolge soprattutto quando le altre forme di investimento non sono particolarmente redditizie, quando non addirittura in perdita. Quindi l’investimento in oro offre i migliori risultati in tempi di crisi, cioè quando, in particolare, il mercato azionario non va bene. Clamorosa è stata la rivalutazione dell’oro nel periodo 2001 – 2011. La crisi finanziaria iniziata simbolicamente con l’attentato alle torri gemelle e, soprattutto, peggiorata a causa alla crisi dei mutui subprime e lo scoppio della bolla immobiliare americana del 2005 – 2006, ha portato l’oro ad una quotazione che è passata dagli 8.2 dollari al chilogrammo del 2001 ad un picco di 59 dollari al chilogrammo nel 2011. Chi ha avuto la capacità e l’intuizione di investire in oro, ad esempio, 10.000 euro nel 2001, grazie all’aumento del valore di questo metallo, nel 2011 era in possesso di più di 70.000 euro in oro.
Chiaramente questi exploit sono rari, e non è possibile certamente farci conto, ma l’investimento in oro è comunque considerato un investimento solido, che può venire in aiuto proprio nei momenti di crisi. Per questo molte persone decidono di investire una parte del proprio patrimonio in questo modo.

Da un certo punto di vista, l’acquisto di un gioiello in oro può essere considerato come un investimento, ma solo se è accompagnato dal piacere di avere e indossare quel monile. Infatti, il prezzo di questi oggetti è superiore dal valore intrinseco dell’oro di cui sono fatti, e quindi la resa puramente finanziaria dell’operazione non è ideale. In realtà l’oggetto in questione potremo sempre rivenderlo, ricavando però un controvalore in denaro che sarà funzione del peso dell’oro, della sua purezza e della quotazione all’istante della vendita. Oggi su tutto il territorio italiano esistono i negozi Compro Oro ai quali affidarsi per la vendita del proprio oggetto di oro usato. A questo proposito è consigliabile considerare la valutazione di più di un negozio di questo tipo per poi affidarsi a quello che, pur con tutte le garanzie di correttezza e professionalità, offre la migliore quotazione dell’oro proposto.

Migliori rendimenti globali si otterranno investendo in lingotti o in monete d’oro, per i quali, al momento dell’acquisto, non si paga ne’ la lavorazione ne’ il design che invece pesano sul prezzo del monile acquistato nuovo. Naturalmente nell’avere in casa un capitale in oro si corre sempre il rischio di eventuali furti. Per superare questo problema sono disponibili due possibilità. La prima è rappresentata dalle cassette di sicurezza delle banche o società specializzate in questo tipo di servizi. La seconda riguarda l’investimento nel cosiddetto “oro cartaceo” anziché nell’”oro fisico” della precedente opzione. Investendo nell’oro cartaceo non si acquista fisicamente l’oro ma prodotti finanziari il cui valore segue l’andamento della quotazione dell’oro. Naturalmente ci sono i pro e i contro di entrambe le soluzioni. Mentre nel caso dell’oro cartaceo non si pagano i compensi da dare alla banca per l’affitto della cassetta di sicurezza, è chiaro che se l’istituto che emette i prodotti finanziari fallisce, non sarà in grado di corrispondere il denaro versato dal privato nell’investimento.

Compro oro, il cliente tipo

denaro contanteDi recente si è sentito parlare di crisi nel settore dei compro oro. Il fenomeno richiede una analisi anche dell’utenza a cui si rivolgono, la quale si reca sempre numerosa in questi punti di raccolta oro. E’ ormai assodato che l’iniziale diffidenza che si era manifestata nei loro confronti è del tutto svanita: questi punti di raccolta in cui vendere oro usato fungono quasi da ATM, oggi, per attingere denaro contante per le proprie necessità. Ma chi sono i clienti che si rivolgono ai compro oro? Possono essere suddivisi in categorie ben distinte?

Se prendiamo in considerazione l’arresto dell’espansione dei compro oro in Italia e il loro ridimensionamento in alcune aree del Paese possiamo sostenere che si tratti di una dinamica del tutto naturale. Non è, dunque, il risultato del calo della quotazione dell’oro, che negli ultimi anni aveva visto aumenti incredibili, – dell’ordine di oltre il 350% – ed è invece legato ad una fisiologica saturazione del mercato. D’altra parte sono solo i centri “improvvisati”, che hanno voluto approfittare della tendenza in atto senza alcun tipo di preparazione o di strategia, quelli colpiti più duramente dalla fase implosiva.

E’ il momento di fare una analisi obiettiva della clientela dei compro oro per vedere anche se e come queste categorie siano cambiate nel corso degli anni, anche seguendo il protrarsi e l’inasprirsi della crisi economica che ha colpito il Paese. Chi sono i clienti dei compro oro e quali sono i servizi per cui scelgono di rivolgersi a questi punti vendita? Nell’arco di molti anni di attività a diffusione nazionale delle catene più affermate, si è potuto osservare e distinguere le tipologie di clienti e la loro evoluzione. In primo luogo, bisogna dire che non è così semplice inquadrare il cliente tipo. In generale, emerge una differenza sostanziale tra quanti lo fanno per bisogno e quanti invece non vendono il proprio oro per necessità.

Secondo la ricerca, molti di quelli che vendono l’oro sono piccoli imprenditori che hanno necessità di liquidità per far fronte ai pagamenti di tasse e contributi, che non hanno disponibilità di denaro. All’inizio di questo fenomeno espansivo, chi vendeva il proprio oro non lo faceva perché si trovava in ristrettezze economiche dovute a una situazione di crisi, perdita di lavoro, aumento delle spese e via dicendo, ma principalmente perché era in possesso di oggetti preziosi rotti, rovinati o fuori moda che non indossava più e giacevano dimenticati in portagioie e cassetti. Oggi, invece, chi vende l’oro è spesso in difficoltà.

Alcuni si rivolgono ai centri per vendere oggetti preziosi ormai inutilizzati e impiegare il contante che ne ricavano per soddisfare un proprio desiderio a quello di qualche persona cara senza incidere sul bilancio familiare; è così che si vendono gli orecchini e le collane che non piacciono più, sono rotte o rovinate, per acquistare la vacanza tanto sognata o uno smartphone ultimo modello. Secondo alcuni responsabili di punti vendita, la maggior parte dei clienti fanno parte proprio di questa categoria. Tra questi, molti sono i giovani, a cui l’oro non piace e se lo ricevono in regalo preferiscono venderlo per comprarsi qualcosa di più gradito, come appunto un telefono, un tablet e cose di questo genere. Qualcuno segnala che, in caso di separazioni, purtroppo molto frequenti, molti preferiscono disfarsi dei regali dell’ex partner. Altri si rivolgono ai negozi per cambiare un oggetto prezioso con un altro più nuovo, più gradito o più di tendenza. Si nota una evoluzione anche nel considerare ormai normale vendere l’oro, cosa che un tempo sarebbe risultata impensabile.

Con questo non vogliamo dire che non ci siano persone in ristrettezze economiche che a causa di situazioni di estremo disagio si trovano costretti a vendere l’oro per ottenere in cambio contanti per far fronte a delle emergenze impreviste: qualche volta si tratta di cure mediche, altre volte di tasse o bollette o ancora per aiutare dei familiari che versano in difficoltà dopo aver perso il lavoro, o dopo la nascita di un figlio. Sembra proprio che questa sia una tendenza emersa di recente, mentre prima succedeva molto più di rado. Prima si vendeva il superfluo mentre oggi, più spesso, anche il necessario. Un altro dato emerso rileva un aumento del flusso dei clienti durante le festività.

Dalla ricerca si rileva anche come i cittadini arrivino qualche volta a vendere protesi dentarie, oltre ai gioielli di famiglia. La carenza di liquidità e la scarsa propensione degli istituti di credito a fornirne a imprese e privati sarebbe il maggior responsabile del fenomeno. Il direttore di uno dei nostri negozi compro oro, racconta di come capiti di ricevere persone che si presentano con un dente o una intera protesi; non sono episodi frequenti, ma accadono.  Spesso si tratta di persone che hanno bollette da pagare, le rate del mutuo in scadenza, oppure delle cartelle di Equitalia da saldare. Ad esempio una forte impennata di vendite di oro si è verificata in concomitanza con la scadenza del pagamento dell’Imu.

Un 10% dei clienti è costituito da pensionati che devono vendere i loro oggetti preziosi per far fronte ad emergenze di salute o per aiutare i figli in difficoltà. Molti sono adulti con problemi di in scadenza. I giovani tra le varie categorie, sono quelli più informati, attenti alla quotazione e interessati a ottenere il prezzo migliore. Ecco che la tipologia di clienti che si rivolge ai punti vendita compro oro, funge anche un po’da cartina di tornasole che ci indica lo stato di benessere o di disagio di tutto un tessuto sociale.

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