Mercati finanziari e prezzo dell’oro

oro fisicoI promotori finanziari e gli esperti in questo campo concordano sul fatto che, in generale, il metodo di investimento che consente buone prestazioni dal punto di vista del rendimento complessivo mantenendo relativamente bassi i rischi che questo comporta è la diversificazione. Occorre cioè evitare di puntare tutto su un campo specifico, ad esempio nel mercato azionario, ma dividere il patrimonio che si desidera investire in più ambiti. Quindi si considereranno anche, tipicamente, obbligazioni, titoli di stato e investimenti immobiliari.

Esiste però un altro interessante campo dove investire i propri risparmi: quello dei metalli preziosi. Qui considereremo il re di questi materiali costosissimi, cioè l’oro, che da tempo immemore è stato sempre simbolo di ricchezza e protagonista di scambi commerciali. Ogni paese possiede le cosiddette riserve auree che, fino a qualche decennio fa, erano a garanzia del denaro prodotto dallo stato stesso. Oggi il sistema non funziona più esattamente in quel modo (si trattava del sistema aureo), ma il valore del prezioso metallo è ancora fondamentale nell’economia del pianeta.

Innanzitutto dobbiamo dire che le quotazioni dell’oro sono stabilite univocamente per tutto il mondo dal cosiddetto “fixing dell’oro”. Due volte al giorno, alle ore 10.30 e alle ore 15 (ora rifertia al quella del meridiano di Greenwich), alla borsa di Londra si stabilisce il valore attuale del famoso metallo prezioso, che oggi si attesta attorno ai 42 dollari per chilogrammo.

In quale periodo è particolarmente conveniente investire in oro? L’oro è da sempre considerato un bene rifugio, al quale ci si rivolge soprattutto quando le altre forme di investimento non sono particolarmente redditizie, quando non addirittura in perdita. Quindi l’investimento in oro offre i migliori risultati in tempi di crisi, cioè quando, in particolare, il mercato azionario non va bene. Clamorosa è stata la rivalutazione dell’oro nel periodo 2001 – 2011. La crisi finanziaria iniziata simbolicamente con l’attentato alle torri gemelle e, soprattutto, peggiorata a causa alla crisi dei mutui subprime e lo scoppio della bolla immobiliare americana del 2005 – 2006, ha portato l’oro ad una quotazione che è passata dagli 8.2 dollari al chilogrammo del 2001 ad un picco di 59 dollari al chilogrammo nel 2011. Chi ha avuto la capacità e l’intuizione di investire in oro, ad esempio, 10.000 euro nel 2001, grazie all’aumento del valore di questo metallo, nel 2011 era in possesso di più di 70.000 euro in oro.
Chiaramente questi exploit sono rari, e non è possibile certamente farci conto, ma l’investimento in oro è comunque considerato un investimento solido, che può venire in aiuto proprio nei momenti di crisi. Per questo molte persone decidono di investire una parte del proprio patrimonio in questo modo.

Da un certo punto di vista, l’acquisto di un gioiello in oro può essere considerato come un investimento, ma solo se è accompagnato dal piacere di avere e indossare quel monile. Infatti, il prezzo di questi oggetti è superiore dal valore intrinseco dell’oro di cui sono fatti, e quindi la resa puramente finanziaria dell’operazione non è ideale. In realtà l’oggetto in questione potremo sempre rivenderlo, ricavando però un controvalore in denaro che sarà funzione del peso dell’oro, della sua purezza e della quotazione all’istante della vendita. Oggi su tutto il territorio italiano esistono i negozi Compro Oro ai quali affidarsi per la vendita del proprio oggetto di oro usato. A questo proposito è consigliabile considerare la valutazione di più di un negozio di questo tipo per poi affidarsi a quello che, pur con tutte le garanzie di correttezza e professionalità, offre la migliore quotazione dell’oro proposto.

Migliori rendimenti globali si otterranno investendo in lingotti o in monete d’oro, per i quali, al momento dell’acquisto, non si paga ne’ la lavorazione ne’ il design che invece pesano sul prezzo del monile acquistato nuovo. Naturalmente nell’avere in casa un capitale in oro si corre sempre il rischio di eventuali furti. Per superare questo problema sono disponibili due possibilità. La prima è rappresentata dalle cassette di sicurezza delle banche o società specializzate in questo tipo di servizi. La seconda riguarda l’investimento nel cosiddetto “oro cartaceo” anziché nell’”oro fisico” della precedente opzione. Investendo nell’oro cartaceo non si acquista fisicamente l’oro ma prodotti finanziari il cui valore segue l’andamento della quotazione dell’oro. Naturalmente ci sono i pro e i contro di entrambe le soluzioni. Mentre nel caso dell’oro cartaceo non si pagano i compensi da dare alla banca per l’affitto della cassetta di sicurezza, è chiaro che se l’istituto che emette i prodotti finanziari fallisce, non sarà in grado di corrispondere il denaro versato dal privato nell’investimento.

Lascia un Commento