Mercati finanziari e prezzo dell’oro

oro fisicoI promotori finanziari e gli esperti in questo campo concordano sul fatto che, in generale, il metodo di investimento che consente buone prestazioni dal punto di vista del rendimento complessivo mantenendo relativamente bassi i rischi che questo comporta è la diversificazione. Occorre cioè evitare di puntare tutto su un campo specifico, ad esempio nel mercato azionario, ma dividere il patrimonio che si desidera investire in più ambiti. Quindi si considereranno anche, tipicamente, obbligazioni, titoli di stato e investimenti immobiliari.

Esiste però un altro interessante campo dove investire i propri risparmi: quello dei metalli preziosi. Qui considereremo il re di questi materiali costosissimi, cioè l’oro, che da tempo immemore è stato sempre simbolo di ricchezza e protagonista di scambi commerciali. Ogni paese possiede le cosiddette riserve auree che, fino a qualche decennio fa, erano a garanzia del denaro prodotto dallo stato stesso. Oggi il sistema non funziona più esattamente in quel modo (si trattava del sistema aureo), ma il valore del prezioso metallo è ancora fondamentale nell’economia del pianeta.

Innanzitutto dobbiamo dire che le quotazioni dell’oro sono stabilite univocamente per tutto il mondo dal cosiddetto “fixing dell’oro”. Due volte al giorno, alle ore 10.30 e alle ore 15 (ora rifertia al quella del meridiano di Greenwich), alla borsa di Londra si stabilisce il valore attuale del famoso metallo prezioso, che oggi si attesta attorno ai 42 dollari per chilogrammo.

In quale periodo è particolarmente conveniente investire in oro? L’oro è da sempre considerato un bene rifugio, al quale ci si rivolge soprattutto quando le altre forme di investimento non sono particolarmente redditizie, quando non addirittura in perdita. Quindi l’investimento in oro offre i migliori risultati in tempi di crisi, cioè quando, in particolare, il mercato azionario non va bene. Clamorosa è stata la rivalutazione dell’oro nel periodo 2001 – 2011. La crisi finanziaria iniziata simbolicamente con l’attentato alle torri gemelle e, soprattutto, peggiorata a causa alla crisi dei mutui subprime e lo scoppio della bolla immobiliare americana del 2005 – 2006, ha portato l’oro ad una quotazione che è passata dagli 8.2 dollari al chilogrammo del 2001 ad un picco di 59 dollari al chilogrammo nel 2011. Chi ha avuto la capacità e l’intuizione di investire in oro, ad esempio, 10.000 euro nel 2001, grazie all’aumento del valore di questo metallo, nel 2011 era in possesso di più di 70.000 euro in oro.
Chiaramente questi exploit sono rari, e non è possibile certamente farci conto, ma l’investimento in oro è comunque considerato un investimento solido, che può venire in aiuto proprio nei momenti di crisi. Per questo molte persone decidono di investire una parte del proprio patrimonio in questo modo.

Da un certo punto di vista, l’acquisto di un gioiello in oro può essere considerato come un investimento, ma solo se è accompagnato dal piacere di avere e indossare quel monile. Infatti, il prezzo di questi oggetti è superiore dal valore intrinseco dell’oro di cui sono fatti, e quindi la resa puramente finanziaria dell’operazione non è ideale. In realtà l’oggetto in questione potremo sempre rivenderlo, ricavando però un controvalore in denaro che sarà funzione del peso dell’oro, della sua purezza e della quotazione all’istante della vendita. Oggi su tutto il territorio italiano esistono i negozi Compro Oro ai quali affidarsi per la vendita del proprio oggetto di oro usato. A questo proposito è consigliabile considerare la valutazione di più di un negozio di questo tipo per poi affidarsi a quello che, pur con tutte le garanzie di correttezza e professionalità, offre la migliore quotazione dell’oro proposto.

Migliori rendimenti globali si otterranno investendo in lingotti o in monete d’oro, per i quali, al momento dell’acquisto, non si paga ne’ la lavorazione ne’ il design che invece pesano sul prezzo del monile acquistato nuovo. Naturalmente nell’avere in casa un capitale in oro si corre sempre il rischio di eventuali furti. Per superare questo problema sono disponibili due possibilità. La prima è rappresentata dalle cassette di sicurezza delle banche o società specializzate in questo tipo di servizi. La seconda riguarda l’investimento nel cosiddetto “oro cartaceo” anziché nell’”oro fisico” della precedente opzione. Investendo nell’oro cartaceo non si acquista fisicamente l’oro ma prodotti finanziari il cui valore segue l’andamento della quotazione dell’oro. Naturalmente ci sono i pro e i contro di entrambe le soluzioni. Mentre nel caso dell’oro cartaceo non si pagano i compensi da dare alla banca per l’affitto della cassetta di sicurezza, è chiaro che se l’istituto che emette i prodotti finanziari fallisce, non sarà in grado di corrispondere il denaro versato dal privato nell’investimento.

Compro oro, il cliente tipo

denaro contanteDi recente si è sentito parlare di crisi nel settore dei compro oro. Il fenomeno richiede una analisi anche dell’utenza a cui si rivolgono, la quale si reca sempre numerosa in questi punti di raccolta oro. E’ ormai assodato che l’iniziale diffidenza che si era manifestata nei loro confronti è del tutto svanita: questi punti di raccolta in cui vendere oro usato fungono quasi da ATM, oggi, per attingere denaro contante per le proprie necessità. Ma chi sono i clienti che si rivolgono ai compro oro? Possono essere suddivisi in categorie ben distinte?

Se prendiamo in considerazione l’arresto dell’espansione dei compro oro in Italia e il loro ridimensionamento in alcune aree del Paese possiamo sostenere che si tratti di una dinamica del tutto naturale. Non è, dunque, il risultato del calo della quotazione dell’oro, che negli ultimi anni aveva visto aumenti incredibili, – dell’ordine di oltre il 350% – ed è invece legato ad una fisiologica saturazione del mercato. D’altra parte sono solo i centri “improvvisati”, che hanno voluto approfittare della tendenza in atto senza alcun tipo di preparazione o di strategia, quelli colpiti più duramente dalla fase implosiva.

E’ il momento di fare una analisi obiettiva della clientela dei compro oro per vedere anche se e come queste categorie siano cambiate nel corso degli anni, anche seguendo il protrarsi e l’inasprirsi della crisi economica che ha colpito il Paese. Chi sono i clienti dei compro oro e quali sono i servizi per cui scelgono di rivolgersi a questi punti vendita? Nell’arco di molti anni di attività a diffusione nazionale delle catene più affermate, si è potuto osservare e distinguere le tipologie di clienti e la loro evoluzione. In primo luogo, bisogna dire che non è così semplice inquadrare il cliente tipo. In generale, emerge una differenza sostanziale tra quanti lo fanno per bisogno e quanti invece non vendono il proprio oro per necessità.

Secondo la ricerca, molti di quelli che vendono l’oro sono piccoli imprenditori che hanno necessità di liquidità per far fronte ai pagamenti di tasse e contributi, che non hanno disponibilità di denaro. All’inizio di questo fenomeno espansivo, chi vendeva il proprio oro non lo faceva perché si trovava in ristrettezze economiche dovute a una situazione di crisi, perdita di lavoro, aumento delle spese e via dicendo, ma principalmente perché era in possesso di oggetti preziosi rotti, rovinati o fuori moda che non indossava più e giacevano dimenticati in portagioie e cassetti. Oggi, invece, chi vende l’oro è spesso in difficoltà.

Alcuni si rivolgono ai centri per vendere oggetti preziosi ormai inutilizzati e impiegare il contante che ne ricavano per soddisfare un proprio desiderio a quello di qualche persona cara senza incidere sul bilancio familiare; è così che si vendono gli orecchini e le collane che non piacciono più, sono rotte o rovinate, per acquistare la vacanza tanto sognata o uno smartphone ultimo modello. Secondo alcuni responsabili di punti vendita, la maggior parte dei clienti fanno parte proprio di questa categoria. Tra questi, molti sono i giovani, a cui l’oro non piace e se lo ricevono in regalo preferiscono venderlo per comprarsi qualcosa di più gradito, come appunto un telefono, un tablet e cose di questo genere. Qualcuno segnala che, in caso di separazioni, purtroppo molto frequenti, molti preferiscono disfarsi dei regali dell’ex partner. Altri si rivolgono ai negozi per cambiare un oggetto prezioso con un altro più nuovo, più gradito o più di tendenza. Si nota una evoluzione anche nel considerare ormai normale vendere l’oro, cosa che un tempo sarebbe risultata impensabile.

Con questo non vogliamo dire che non ci siano persone in ristrettezze economiche che a causa di situazioni di estremo disagio si trovano costretti a vendere l’oro per ottenere in cambio contanti per far fronte a delle emergenze impreviste: qualche volta si tratta di cure mediche, altre volte di tasse o bollette o ancora per aiutare dei familiari che versano in difficoltà dopo aver perso il lavoro, o dopo la nascita di un figlio. Sembra proprio che questa sia una tendenza emersa di recente, mentre prima succedeva molto più di rado. Prima si vendeva il superfluo mentre oggi, più spesso, anche il necessario. Un altro dato emerso rileva un aumento del flusso dei clienti durante le festività.

Dalla ricerca si rileva anche come i cittadini arrivino qualche volta a vendere protesi dentarie, oltre ai gioielli di famiglia. La carenza di liquidità e la scarsa propensione degli istituti di credito a fornirne a imprese e privati sarebbe il maggior responsabile del fenomeno. Il direttore di uno dei nostri negozi compro oro, racconta di come capiti di ricevere persone che si presentano con un dente o una intera protesi; non sono episodi frequenti, ma accadono.  Spesso si tratta di persone che hanno bollette da pagare, le rate del mutuo in scadenza, oppure delle cartelle di Equitalia da saldare. Ad esempio una forte impennata di vendite di oro si è verificata in concomitanza con la scadenza del pagamento dell’Imu.

Un 10% dei clienti è costituito da pensionati che devono vendere i loro oggetti preziosi per far fronte ad emergenze di salute o per aiutare i figli in difficoltà. Molti sono adulti con problemi di in scadenza. I giovani tra le varie categorie, sono quelli più informati, attenti alla quotazione e interessati a ottenere il prezzo migliore. Ecco che la tipologia di clienti che si rivolge ai punti vendita compro oro, funge anche un po’da cartina di tornasole che ci indica lo stato di benessere o di disagio di tutto un tessuto sociale.

Deutsche Bank e Fixing dell’oro, cosa cambierà?

fixing oroCome molti di voi sapranno, la quotazione dell’oro, cioè il cosiddetto fixing, è effettuata due volte al giorno. Dal lontano 1919, esattamente alle 10.30 e alle 15, ora di Greenwich, alla Borsa di Londra si tiene quotidianamente questo importante appuntamento. A definire la quotazione, valida per tutti paesi del mondo, sono coinvolte cinque banche, e precisamente Barclays, Bank of Nova Scotia, Hsbc, Société Générale e Deutsche Bank, che formano la London Gold Market Fixing Ltd.

La notizia, per certi versi sorprendente, è che la Deutsche Bank ha deciso unilateralmente di ritirare la sua oramai quasi ventennale partecipazione a questa quotidiana operazione di definizione del valore dei metalli preziosi, sia dell’oro che dell’argento.

Le motivazioni di questa decisione sono probabilmente molteplici. In primo luogo, in un’operazione di riassesto dei campi dove la celebre banca tedesca opera, la parte relativa alle attività sulle materie prime è stata fortemente ridimensionata. In un primo tempo questo parziale ritiro non doveva toccare i metalli preziosi, che solo in un secondo momento sono stati coinvolti. Una delle conseguenze di ciò è stato l’abbandono del prestigioso club del fixing.

Ad accelerare, se non a determinare, queste decisioni non è fuori luogo supporre che anche il coinvolgimento della Deutsche Bank nello scandalo Libor possa avere giocato un ruolo. Questa banca, assieme ad altre cinque istituti di credito, è stata accusata di avere manipolato a proprio vantaggio i tassi degli interessi bancari Libor ed Euribor. Per questo le è stata comminata una multa stratosferica, da 725 milioni di euro su un totale di sanzioni pari a 1.7 milioni a carico di tutte le banche coinvolte. Oltre alla Deutsche, abbiamo Royal Bank of Scotland, Société Générale, Credit Agricole, Hsbc, JPMorgan, Citigroup. Barclays e Ubs, anch’esse nell’affare della manipolazione del Libor, non hanno avuto penalizzazioni perché sono state quelle che hanno fatto emergere lo scandalo, denunciando gli accordi segreti.

Più recentemente, anche le operazioni che ruotano attorno al fixing dell’oro sono state prese di mira da azioni giudiziarie. Sia comuni cittadini americani organizzati in class action che società di investimento specializzate in fondi che coinvolgono le materie prime come Ais Capital Management hanno depositato cause contro l’ipotizzata manipolazione del fixing dell’oro. Probabilmente per evitare possibili ulteriori maxi multe, la Deutsche Bank ha preferito sfilarsi per tempo.

L’idea era quella di vendere il proprio posto di partecipazione al prestigioso club che definisce il prezzo dell’oro a qualche altro istituto appartenente alla LMBA (London Bullion Market Association), ma a tutt’oggi questa operazione non è riuscita, e si pensa che non sarà facile per lei riuscire a trovare un sostituto.

Il 13 maggio, quindi, Deutsche Bank parteciperà al fixing per l’ultima volta, dopodiché alla definizione del prezzo dell’oro rimarranno solo in quattro: Barclays, Bank of Nova Scotia, Hsbc e Société Générale.

In realtà non è la prima volta che questo succede: già nel 2000, per un breve periodo, il “direttorio” era stato presieduto da solo quattro istituti di credito. Ma oggi la situazione è diversa, sia per gli scandali che hanno sconvolto il mondo bancario, che per la crisi perdurante da molto tempo.

Comunque, attualmente, la London Gold Market Fixing Ltd ha dichiarato che le attività continueranno regolarmente, rassicurando i preoccupati operatori che lavorano con il metallo prezioso più famoso del mondo.

Tra le possibilità ventilate qualche mese orsono, c’era quella dell’ingresso nel London Gold Market Fixing Ltd di una banca cinese. In particolate, la Industrial & Commercial Bank of China , controllata dallo stato cinese, che è entrata a far parte della London Bullion Market Association nel 2011. Si tratta della seconda banca accettata dopo la Bank of China.
L’operazione, attualmente, è stata accantonata, anche a seguito delle voci sulle manipolazioni del fixing. La cosa evidentemente ha consigliato all’istituto cinese un atteggiamento più prudente, almeno per il momento.

Non c’è dubbio però che, in un futuro non molto lontano, la Cina, che oramai è di fatto la prima economia del mondo, giocherà una influenza sempre maggiore anche nel settore bancario. Di conseguenza, non sarà fuori neanche dalla gestione dei metalli preziosi
Per inciso, dal 2013 la Cina è il primo paese anche per quanto riguarda la produzione e il consumo di oro.

Non è escluso, comunque, che un ripensamento dei meccanismi che da un secolo sono seguiti per determinare il valore dell’oro sarà da valutare. Già prima del clamoroso abbandono di Deutsche Bank i cinque membri del London Gold Market Fixing Ltd avevano costituito un comitato il cui compito era proprio quello di ridefinire le regole del fixing, indispensabile per un mercato che oggi vale ventimila miliardi di dollari.

5 motivi per rivolgersi ai compro oro

vendere ai compro oroHai dei gioielli in oro o argento che non usi o dei quali vuoi liberarti perché sono legati a ricordi di un passato che vuoi dimenticare, o semplicemente desideri rinnovare il tuo assortimento di monili senza incidere sul tuo budget, magari ricavando quanto basta anche per pagare quella spesa improvvisa che proprio non ci voleva?
Qualunque sia la ragione che ti muove, il mercato dei preziosi usati può rispondere alle tue esigenze e farti guadagnare in poco tempo e in modo del tutto legale, semplicemente vendendo i tuoi gioielli usati.

Se ancora ti resta qualche dubbio, continua nella lettura e scopri insieme a noi 5 buoni motivi per rivolgersi ad un compro oro o ad un banco metalli.

1 – La prima e più importante ragione è che si tratta di esercenti molto affidabili.
Se in passato questo settore era stato oscurato da una cattiva nomea, che lo voleva in qualche misura coinvolto con losche questioni di riciclaggio, il crescente interessamento da parte delle autorità e l’ingresso sul mercato di nuovi soggetti, permette oggi di guardare ai commercianti di oro usato con altri occhi.
I banco metalli, che commerciano anche in materiali preziosi per così dire “di scarto”, volti alla fusione o all’investimento, sono soggetti al controllo diretto della Banca d’Italia, presso la quale si accreditano quali Operatori Professionali in Oro.
I compro oro puri, quelli che per intenderci si occupano dell’acquisto dell’oro dai privati, pur non avendo la suddetta qualifica (e gli obblighi di comunicazione connessi), sono tenuti al rispetto della normativa antiriciclaggio e sottoposti dalle autorità competenti alle verifiche del caso.
Per altro, la buona reputazione rinnovata, si deve anche all’ingresso sul mercato di brand nazionali o internazionali di chiara fama, capaci di fornire ai propri clienti alti standard qualitativi.

2 – Grazie alle condizioni che abbiamo appena considerato, i compro oro e banco metalli sono ormai diffusi in modo capillare su tutto il territorio nazionale, con una particolare concentrazione in quelle aree urbane in cui vi è un’alta concentrazione di persone e commerci.
Basta una semplice ricerca per verificare il negozio più vicino: pur mantenendo accentrata la gestione del marchio, i grandi nomi del settore hanno infatti approfittato della formula del franchising, affiliando un elevato numero di commercianti e riuscendo ad essere così immediatamente raggiungibili senza che questo influisse sul servizio.

3 – Vendere il proprio oro usato è conveniente.
L’oro è da sempre considerato un bene rifugio e le sue quotazioni sui mercati sono caratterizzate da una buona stabilità anche in tempo di crisi economica diffusa.
Questo dato risulta particolarmente importante anche nel settore dell’usato: i compro oro e banco metalli utilizzano la migliore quotazione dell’oro puro (24 kt) sui mercati, quale riferimento anche per le carature inferiori.

4 – Poter approfittare di questa opportunità di guadagno è oggi facilissimo, grazie al web. La maggior parte dei compro oro ha infatti un sito aziendale dal quale è possibile effettuare molte operazioni.
Comodamente, dal salotto di casa, puoi ad esempio verificare quanto vale l’oro che vuol vendere e valutare la convenienza dell’affare.
Dalle home page, una semplice maschera di calcolo automatico richiede l’inserimento di due soli dati (la caratura e il peso dell’oggetto, al netto di pietre preziose e parti non in oro) e restituisce immediatamente il prezzo ottenibile sulla base della corrente quotazione dell’oro, che viene monitorata in tempo reale.
Nel caso in cui il prezzo risulti allettante, è anche possibile utilizzare la funzione di blocco del prezzo online, che consente di fotografare la situazione corrente e mettersi al riparo da eventuali variazioni al ribasso dei mercati.
Una volta stampato il certificato di prenotazione del prezzo, potrai usufruirne entro 24 o 48 ore.

5- Tutta la procedura avviene in ossequio al principio della trasparenza e del rispetto della legge, a tutela anche di chi è intenzionato a vendere.
Ecco perché non è possibile completare la transazione online, ma è necessario recarsi fisicamente presso il compro oro individuato, muniti di documento di identità e codice fiscale.
Anche per il pagamento vigono regole ferree: viene immediatamente corrisposto dall’esercente in contanti se inferiore ai 999 Euro, con pagamenti tracciabili (dei quali viene comunque rilasciata ricevuta) per cifre di importo superiore.

Il decalogo dell’oro, fisico o finanziario?

Per decalogo dell’oro, s’intende quell’insieme di regole e d’indicazioni che permettono di effettuare in maniera sicura le transazioni nel mercato dei metalli preziosi.

1) L’oro è un ottimo investimento, da sempre viene considerato la forma migliore per diversificare il proprio patrimonio, in quanto il suo valore tende a salire quando l’inflazione aumenta e persiste.

2) L’andamento del suo valore garantisce un rendimento anche nei periodi di crisi economica.

3) Il suo acquisto può essere effettuato poco alla volta, in quanto ha un elevato valore intrinseco ed è un bene frazionabile in piccole parti. Il mercato dell’oro propone molte soluzioni per effettuare investimenti “gold”.
Si possono acquistare gioielli, lingotti e perfino monete da investimento o da collezione. L’oro, inoltre, permette di dilazionare l’impegno economico poco alla volta senza comportare grossi acquisti o l’uscita di ingenti somme di denaro.

4) Il oro da investimentomercato dell’oro è sicuro e protetto da una normativa internazionale trasparente. E’ doveroso specificare che l’oro segue quotazioni internazionali ufficiali e che il mercato in cui si svolgono le sue transazioni è monitorato e sottoposto a severe leggi che garantiscono la massima correttezza e operazione estremamente sicure a chi intende effettuare investimenti di capitale o semplici acquisti.

6) Per la sua conformazione, l’oro, si trasforma in liquidità immediata. Chi acquista oro per investimento, sotto qualsiasi forma, ha la possibilità di rivenderlo a quotazioni ufficiali in brevi tempi per disporre quasi immediatamente della liquidità pari al suo valore corrente.

7) Gli Exchange-Traded Found dell’oro (meglio noti come ETF). Tra i vari settori dell’economia in cui si può investire in ETF, anche l’oro offre le sue valide alternative (GLD, IAU, ecc). Investire negli ETF è come possedere oro fisico, ad esclusione del lato materiale. Gli EFT permettono di guadagnare con una gestione passiva secondo un indice che racchiude l’andamento di alcune aziende impegnate nel settore oro, con costi di gestione molto bassi.

8) L’alternativa dei fondi comuni. Un’altra possibilità finanziaria offerta dal mercato dell’oro è dato dai fondi comuni delle aziende minerarie. In questo caso, come per la normale gestione delle aziende a scopo di lucro, bisogna valutare fattori quali i costi di produzione per unità di misura, il margine di guadagno dell’azienda, l’incremento del prezzo dell’oro ed è comunque sempre preferibile diversificare il portafoglio optando per grosse aziende in grado di resistere anche a lunghi periodi di cali produttivi.

9) L’oro fisico, a differenza dell’oro finanziario, permette di scegliere tra l’acquisto di lingotti di diverse taglie, oggetti e gioielli e monete coniate a scopo di investimento da quasi tutti i paesi del mondo. L’oro è proposto in colori e carati diversi, con una conseguente valutazione variabile.

10) Nell’ultimo decennio sono aumentati in maniera esponenziale le attività di compro oro. Questi punti vendita, presenti ormai su tutto il territorio italiano permettono di effettuare qualsiasi operazione anche dai propri siti dedicati che sono veri e propri negozi online dove controllare quotazioni, acquistare, fissare valutazioni e richiedere assistenza.

Tipologie d’investimenti

lingotti da investimentoSecondo i dati diffusi da una recente inchiesta della Legg Mason di Baltimora, una delle più importanti aziende di gestione di investimenti, il 37% dei risparmiatori italiani preferisce l’oro ad ogni altra asset class.

Tra le diverse tipologie di investimento prese in considerazione, sono risultate in netto calo i fondi e i titoli ritenuti inaffidabili, e le obbligazioni perché necessitano di tempi lunghi per la maturazione di ricavi vantaggiosi, modalità questa, che non tutti i risparmiatori sono disposti ad accettare.
Infatti, dallo studio emerge anche che il 25,5% degli intervistati è orientato verso un investimento dinamico, da realizzare in un arco di tempo compreso tra i 6 e i 12 mesi, per il quale è disposto ad impiegare una cifra che sfiora i 30.000 euro.
Pertanto gli strumenti finanziari che in questo momento hanno un maggiore appeal sono i “conti deposito a breve termine” e “l’oro da investimento”.
I conti deposito non prevedono l’obbligo di una elevata disponibilità economica iniziale e, nello stesso tempo, assicurano un reddito fisso a scadenze ben determinate.
L’oro, invece, viene scelto perché è considerato l’unico bene capace di mettere al riparo dall’inflazione e dall’innalzamento della tassazione che spesso i governi decidono di adottare in tempi di crisi, come quello che stiamo vivendo.
Quindi, diversamente da come avveniva alcuni anni fa, oggi l’oro viene visto come il miglior modo per realizzare plusvalenze, tenendo conto che si può scegliere tra “oro finanziario” e “oro fisico”.

Ma qual’è l’investimento che consente di ottimizzare al massimo le proprie risorse?
Partendo dal presupposto che prima di investire una sostanziosa parte del proprio patrimonio,
è utile vagliare tutte le opportunità disponibili, se non si è disposti a correre i rischi dei prodotti attivi dinamici, è meglio rifugiarsi in strumenti redditizi ma più prudenti come l’investimento in oro fisico, (monete e lingotti).

Innanzitutto senza in alcun modo demonizzare l’oro finanziario che pure può generare buoni ricavi, bisogna precisare che l’oro cartaceo è legato a particolari contratti e fondi che, in quanto tali, possono risentire dell’andamento negativo dei mercati o essere condizionati dalle criticità delle società emittenti.

Ne sono un esempio emblematico le “Azioni Aurifere”, particolari titoli legati a numerose compagnie del Sud Africa, dell’Australia e del Centro America le cui performance sono condizionate dalla gestione, virtuosa o meno, di queste società o da situazioni imprevedibili come eventuali infortuni o incidenti che possono verificarsi durante le fasi di estrazione dell’oro.

Certamente più stabili gli “ETF”, fondi d’investimento le cui quote vengono negoziate in Borsa al pari di altre azioni, e gli “ETC”, certificati che solitamente utilizzano prodotti derivati presenti in Borsa, strettamente legati alla quotazione dell’oro.

Più flessibili e meno impegnativi i “Futures su oro” che, come dice la parola stessa, sono una specie di opzione su un investimento futuro. Si tratta di contratti di compravendita a scadenza fissa.

Sicuramente più utile a proteggere i propri risparmi è l’investimento in monete o lingotti.
Ultimamente le monete sono sempre più richieste e questo sta spingendo i mercati al rialzo.
Investimento ideale per il piccolo e medio risparmiatore, lo spread delle monete è generalmente buono, sopratutto quando sono ben conservate.
Per diversificare e per non avere sorprese è preferibile puntare su pezzi ricercati come i 20 franchi francesi, la Filarmonica di Vienna, il Marengo italiano, il Krugerrand, le Panda e l’immancabile Sterlina, ovviamente meglio se prive di difetti.

Ma più di ogni altro, si consiglia di valutare l’acquisto di lingotti, l’investimento che riesce a garantire ottimi profitti, senza nessun rischio d’insolvenza.
Una scelta intelligente è quella di investire in diverse pezzature di piccolo taglio perché essendo più richiesti, valgono più di un solo lingotto di peso equivalente.

Ma dove è meglio comprarli?
Esistono diverse possibilità per la loro negoziazione, e più precisamente:
1) le Zecche governative,
2) gli operatori autorizzati dalla Banca d’Italia,
3) gli Istituto di Credito,
4) i banco metalli specializzati,
5) i siti internet di rifermento.

Acquistare lingotti conviene purché si decida di lasciarli in custodia presso il caveau messo a disposizione al momento dell’acquisto, perché così facendo, non subiscono svalutazione. Diversamente, perdono la loro integrità e diminuisce anche il loro valore.
L’importante è assicurarsi che siano punzonati, garantiti e tracciabili.
Rispetto ai circuiti tradizionali come quello bancario o dei broker, i siti specializzati offrono un servizio altrettanto professionale, ma in tempi più rapidi e a prezzi più favorevoli per l’investitore, inoltre le commissioni sono più basse e l’assistenza clienti è sempre disponibile, 24 ore su 24.

Cos’è l’oro finanziario?

oro finanziario2Secondo le ultime stime di Matt Day, noto analista di livello internazionale, nel primo trimestre di quest’anno, il prezzo dell’oro potrebbe lievitare del 5,6% in più: un dato molto significativo che corrisponderebbe alla crescita più alta dell’anno.
Tradotto in termini pratici, questo significa che dagli attuali 1.200 dollari l’oncia, nei prossimi 2/3 mesi il metallo giallo potrebbe arrivare anche a superare i 1.300 dollari l’oncia, condizione favorevolissima per chi vuole speculare.
Ecco perché non accenna ad arrestarsi quella “corsa all’oro”, a livello globale iniziata già qualche anno fa, dai maggiori Istituti di credito, Banche asiatiche in primis, che ancora oggi stanno accumulando oro, in maniera addirittura frenetica.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, tutto questo porterà nel breve periodo che l’oro finanziario sarà molto più appetibile anche per i medi e piccoli investitori.
Quindi, partendo dal fatto che questo può essere il momento migliore per fare investimenti sull’oro, bisogna distinguere due diversi strumenti: l’oro fisico e l’oro cartaceo o finanziario.
Al primo appartengono essenzialmente gioielli preziosi, monete, lingotti e conti metallo mentre
fanno parte dell’oro cartaceo le Opzioni, i Futures e gli ETF, oggi noti come come “SPDR Gold Trust”.
Coloro che amano possedere oggetti d’oro, senz’altro sono più portati ad investire nell’oro fisico: gioielli di qualità o pietre preziose come i diamanti, sono un ottimo acquisto, da conservare o da tramandare, che avrà sempre più valore nel tempo.
Così come la compravendita di alcune monete d’oro che, oltre ad avere un valore numismatico, sono un buon investimento anche da punto di vista puramente speculativo.

Molto richiesti anche i lingotti perché possono generare buoni margini di guadagno.
Come per le monete, il consiglio è di acquistarne piccole pezzature di taglio diverso, in modo da monetizzare il controvalore in qualsiasi momento e di chiedere sempre il certificato di autenticità.
Infine, sempre assimilabili all’oro fisico, si possono scegliere i certificati auriferi o “conti metallo”, espressi in once d’oro, convenienti perché non prevedono costi assicurativi.
Tra i vantaggi dell’oro fisico da investimento c’è sicuramente il fatto che consente una liquidità quasi immediata e, a differenza dei titoli cartacei, non c’è rischio di volatilità o di fallimento.
I risparmiatori che preferiscono l’oro finanziario generalmente investono in Opzioni a termine o “Forward”, veri e propri contratti grazie ai quali è possibile negoziare una determinata quantità di oro, secondo modalità e tempi ben precisi che devono essere rispettati.

Anche i Futures sono contratti finanziari a scadenza fissa ma non necessitano di grandi capitali iniziali. Sono vincolati alle quotazioni dell’oro e prevedono il pagamento di un premio, sempre che siano rispettati i termini stabiliti.
Infine gli ETF, fondi comuni d’investimento molto diffusi sulle principali piazze di scambio dell’oro, convenienti perché non prevedono spese di apertura, ma redditizi solo nel medio o lungo termine.
Per aggiornarsi sull’andamento di tutti questi titoli si consiglia di seguire il Comex che è il mercato di riferimento, in modo da valutare opportunamente qual’è lo strumento su cui più conviene puntare.
Ma prima di decidere qual’è investimento migliore da fare, bisogna tener conto di alcuni fattori fondamentali come il budget, il rapporto tra rischio e rendimento, e sopratutto il tempo.
Qualsiasi professionista, infatti, tende sempre verso un investimento a medio o lungo termine, ecco perché bisogna spiegare con estrema chiarezza come s’intende investire il denaro e quali sono le proprie aspettative.

Ma a chi rivolgersi per una negoziazione onesta e in totale sicurezza?
Le possibilità sono tante, la cosa importante è valutare più proposte e chiedere sempre quali sono le royalties e le spese previste per ciascun tipo di operazione.
Oltre alle banche e ai broker autorizzati a negoziare oro, si può ricorrere anche ai banco metalli specializzati, legati ai grandi gruppi, che offrono la loro consulenza in maniera seria e professionale.
Tuttavia, tra gli strumenti più trasparenti e flessibili oggi gli investitori si affidano sempre più spesso ai siti web specializzati, piattaforme che propongono una vasta gamma di servizi e prodotti a condizioni molto più vantaggiose.
Grazie al “trading on line” infatti, si abbattono notevolmente i costi di commissioni e spese di intermediazione che il cliente, fino a poco tempo fa, era costretto a pagare.

Fixing dell’oro: prezzo di riferimento

fixingIl panorama dei compro oro, negozi che ritirano oro vecchio in cambio di denaro contante, si è andato ad espandere enormemente negli ultimi anni, iniziando a somigliare sempre più ad una giungla per chi vuole vendere i propri preziosi. Con la crisi economica che continua ad imperversare, il prezzo dell’oro che pur tra le oscillazioni rimane a livelli record, ovviamente in molti si sono buttati su questo mercato, sia dalla parte dei clienti che da quella degli esercenti. Inutile dire che in questa situazione diventa molto più facile andare incontro a fregature. Perciò quando decidiamo di vendere il nostro oro vecchio per avere denaro contante, occorrerà essere preparati e conoscere almeno alcuni concetti basilari sul funzionamento del mercato dell’oro e su quello dei cosiddetti banco metalli.

Partiamo dal prezzo. L’oro viene scambiato in appositi mercati all’interno delle borse valori. Come in ogni mercato, l’incontro di domanda e offerta determina il prezzo che varia continuamente durante i giorni di contrattazione. Per semplificare il lavoro dei commercianti di metalli preziosi però, la borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento generalmente accettato, detto fixing dell’oro. Molti operatori sostengono che questo prezzo, essendo basato sullo scambio di contratti e non di oro fisico, non rispecchi il valore reale, più alto, di quest’ultimo. A tutt’oggi però il fixing di Londra è, sostanzialmente, il prezzo corrente dell’oro.

Il fixing rappresenta però solo un valore di riferimento, e non tiene conto delle varie spese o commissioni che i diversi esercizi potrebbero applicare, facendo variare anche di molto il corrispettivo finale. Quindi apprestandoci a vendere i nostri preziosi, sarà importante effettuare alcune ricerche per trovare il compratore che ci offra il miglior prezzo. Oggi queste ricerche sono molto facilitate per chi ha una minima dimestichezza col mondo di internet. Infatti molti operatori hanno aperto il proprio sito web, dove il cliente potrà conoscere e confrontare le offerte per trovare la miglior quotazione del proprio oro. Attraverso intuitivi menu potremo conoscere l’offerta in base alla purezza del metallo in nostro possesso.

Spesso è possibile utilizzare anche il cosiddetto blocca prezzo. Questo è un nuovo servizio che permette al cliente di bloccare appunto il prezzo offerto, di solito per un paio di giorni, prima di andare a consegnare il proprio oro, mettendolo quindi al riparo da improvvisi crolli della quotazione. Inoltre il blocca prezzo non è impegnativo, e non ci obbliga comunque a vendere. Per conoscere quanto andremo effettivamente ad incassare dalla vendita, dovremo pesare i nostri gioielli. Ovviamente non tutti hanno a disposizione una bilancia da orefice, tuttavia ormai bilance da cucina con precisione fino al grammo sono diventate abbastanza comuni. Questa pesatura servirà solo a darci un’idea del valore dei nostri oggetti, che poi saranno nuovamente pesati al momento della consegna, e sarà questa pesatura a far fede, e qui veniamo ad un argomento molto importante: la fiducia.

E’ molto importante controllare sempre che gli operatori ai quali ci rivolgiamo siano in regola con tutte le autorizzazioni richieste dalla legge per tale attività, questo ci darà la garanzia di professionalità, competenza e certificazione degli strumenti usati. Se teniamo conto del fatto che l’oro puro vale attualmente intorno ai ventisette euro al grammo, è facile comprendere come un esercente con strumenti non certificati, presumendo la buona fede, possa causarci un danno economico consistente anche con una differenza di pochi grammi.
Certamente è difficile pretendere che ogni cliente si metta a controllare tutte le autorizzazioni di tutti i compro oro per vendere un bracciale. Una soluzione più comoda è quella di rivolgersi ad operatori di provata fama, oppure agli associati di grandi gruppi o franchising. In questo caso sarà la catena stessa ad effettuare tutti i controlli, spesso andando anche oltre quelli di legge, garantendo così col proprio marchio l’affidabilità dell’esercizio. Le catene di compro oro sono ormai presenti in tutte le maggiori città, spesso anche con più di un punto vendita. Non sarà quindi difficile trovare la sede per noi più comoda dove portare i nostri gioielli per trasformarli in denaro contante.

Compro oro e banco metalli, differenze e vantaggi

oroTra i protagonisti della vita economica delle nostre città in questi ultimi anni, ci sono degli esercenti molto particolari, che non rappresentano per il nostro paese una vera e propria novità, ma che sono forse il più chiaro esempio di come, se da un lato una cattiva nomea può portare all’ingiustificato fallimento di una iniziativa economica, dall’altro la professionalità e l’impegno, dimostrate dalla soddisfazione dei clienti, possono ribaltare la situazione.
Sono i compro oro e banco metalli, professionisti particolari del campo dei metalli preziosi, che sono oggi tornati in grande stile, conquistando di diritto un posto di tutto rispetto accanto a gioiellerie e negozi tradizionali.

Sicuramente molti di voi ricorderanno queste attività. In passato avevano già popolato le nostre strade, specie nelle grandi città, con fortune alterne. Erano poi stati avvolti da un velo di sospetto, che li voleva in qualche modo coinvolti in loschi traffici di oro e preziosi.
Forse dovuta all’invidia, alla concorrenza fatta alle tradizionali rivendite, o al loro aspetto un po’ particolare, spesso la fama di chi si occupa di preziosi usati, ha scontato il paragone con i banchi dei pegni, ben noti al pubblico grazie anche ai telefilm e film americani, ma molto lontani dalla realtà imprenditoriale di cui oggi ci stiamo occupando.

Dopo anni di limbo, la situazione è completamente cambiata: dal 2012 ad oggi le nostre maggiori città hanno registrato un incremento esponenziale di punti vendita e sul mercato sono apparsi operatori legati a brand nazionali o internazionali, con una chiara e attestata fama.
Oggi, anche grazie all’aumento dei controlli da parte delle autorità e alla regolamentazione del mercato, i compro oro sono tornati in una veste completamente rinnovata, che si caratterizza per il massimo ossequio alla correttezza e alla trasparenza.

Ma cosa fanno davvero questi commercianti? Perché la loro attività è così apprezzata?
La loro principale occupazione non è cambiata rispetto al passato: essi si occupano principalmente dell’acquisto dai privati di oggetti in oro, argento e altri metalli preziosi, dietro pagamento di una somma di denaro, calcolata sulla base della quotazione corrente dell’oro sui mercati di riferimento.
Ad oggi questo tipo di commercio è soggetto a regole precise, poste a sicurezza di entrambe le parti, che non solo impongono il rispetto di standard di trasparenza molto elevati, ma che contrastano apertamente le operazioni di riciclaggio.
Forse rassicurati da questa circostanza, sono ormai molti gli italiani che approfittano di questo servizio: solo nel 2013 si è registrato un incremento di clienti incredibile. Essi sono passati dall’8% dell’anno precedente ad un incoraggiante 30%!

I metalli preziosi reperiti dai privati seguono poi due strade differenti. Nella maggior parte dei casi, quando si tratta di oggetti ancora recuperabili, essi vengono sottoposti ad un processo di recupero ad opera di officine specializzate, riparati e riportati al loro originario splendore.
Vengono poi reimmessi sul mercato, a prezzi molto interessanti, che spesso sfiorano anche il 60 – 70% in meno rispetto ai prezzi di listino di una gioielleria.

Qualora il negoziante abbia anche l’autorizzazione per lo svolgimento dell’attività di banco metalli e possa quindi acquistare da privati e commercianti anche i cosiddetti rottami d’oro, questi vengono inviati a fusione e lingottati o utilizzati per la forgiatura di nuovi monili.

L’attuale fortuna del settore in parola si deve essenzialmente alla bontà dei servizi offerti, che vanno ben oltre la mera cessione di preziosi usati.
Tra le novità più interessanti di questa nuova generazione di commercianti, vi è l’utilizzo molto intelligente dello strumento dei siti aziendali che, per i clienti, rappresentano una fonte di informazione e utilità davvero incredibile.
Oltre alla possibilità di visionare il campionario di preziosi in rivendita, di calcolare la quotazione dei propri monili grazie a comode interfacce di dialogo, le web page offrono la possibilità di bloccare il prezzo dell’oro, al fine di evitare di subire le conseguenze negative degli sbalzi registrati dai mercati.
Basta un click per assicurarsi il guadagno sperato.

Insomma, quello dei professionisti dell’oro usato è un settore davvero interessante e in continua espansione, che offre importanti opportunità per chi voglia guadagnare in modo facile, veloce e soprattutto legale o semplicemente desideri concedersi uno sfizio senza gravare sul budget familiare.

Compro oro online i servizi

compro oro onlineLa perdurante crisi economica e la conseguente necessità di molte persone di avere liquidità immediata, oltre al costante aumento del prezzo dell’oro cui si è assistito negli ultimi anni, hanno convinto molti a disfarsi dei metalli preziosi che possedevano, favorendo la nascita di un sempre maggior numero di esercizi commerciali che ritirano l’oro vecchio pagandolo in contanti. Come era ovvio nell’era di internet, questi negozi che per praticità definiamo fisici, oggi operano anche sul web. Innanzitutto si tranquillizzino quelli che pensano che questi servizi nascondano delle truffe: anche i negozi online sono sottoposti a controlli e autorizzazioni, inoltre spesso appartengono a catene o franchising di provata fama e serietà.
I compro oro online possono offrire numerosi vantaggi a coloro che vogliono vendere il proprio oro vecchio, rispetto al tradizionale negozio.

Il primo vantaggio, è che potremo farci un’idea del prezzo che potremo strappare per il nostro oro con una semplice ricerca su internet, invece di dover andare personalmente in vari negozi per trovare la migliore quotazione. Infatti, a prescindere dal prezzo dell’oro fissato a livello internazionale, ogni esercizio applica le proprie quotazioni. Oltre a questo ci possono essere delle commissioni o altri costi addizionali, che possono far abbassare l’importo finale che andremo ad incassare. Perciò, proprio come se stessimo cercando un mutuo, sarà bene valutare il maggior numero possibile di operatori per trovare quello per noi più vantaggioso, e poter fare tale confronto comodamente da casa rappresenta sicuramente un rispamio di tempo e di denaro.

Il funzionamento di questi siti è di solito abbastanza semplice. Tramite alcuni menu a tendina potremo scegliere il tipo di metallo che vogliamo vendere ( di solito oro, ma alcuni operatori acquistano anche argento e platino ) ed il grado di purezza dello stesso. Introdurremo quindi il peso totale nell’apposita finestra, e potremo visualizzare automaticamente il valore offerto corrispondente. Sarà perciò abbastanza semplice e veloce trovare ilcommerciante che fa al caso nostro.
Come tutti sanno però, la quotazione dell’oro è molto volatile e ci possono essere significative variazioni di prezzo nel giro di pochi giorni. Per venire incontro al cliente ed ovviare anche a questo fattore, è stato introdotto il sistema blocca prezzo. Con questa opzione infatti potremo chiedere una valutazione del nostro oro, in base alla caratura e al peso, e se la quotazione proposta ci soddisfa, bloccare il prezzo offerto per un tempo variabile, che di solito è di 24 o 48 ore. Il blocca prezzo non è comunque vincolante, quindi nulla ci impedirà di cambiare idea.

Una volta bloccato il prezzo, dovremo effettuare la registrazione fornendo i nostri dati personali ed i nostri recapiti. Poi, a seconda del sito, avremo a disposizione una o più opzioni per concludere la nostra vendita. Alcuni compro oro online, prevedono che il cliente si rechi di persona presso uno dei loro negozi per concludere la transazione. E in questo caso non c’è molto altro da dire. Alcuni siti web invece prevedono anche la possibilità di un servizio a domicilio, affidandosi a particolari corrieri specializzati. Questi verranno direttamente a casa del cliente, in giorni e orari preventivamente concordati, con tutto il necessario per saggiare e pesare il metallo e, una volta controllato, lo ritireranno consegnando la cifra pattuita in contanti.
Teniamo presente anche che, nel caso avessimo quantità considerevoli di oro da vendere, il servizio con corriere a domicilio ci permetterà di concludere tutto il processo direttamente da casa, evitandoci così gli eventuali rischi o timori potenzialmente associati al fatto di doversi spostare con una grossa quantità d’oro.
Oltre a tutto questo, ci sono alcuni operatori che offrono al cliente una clausola soddisfatti o rimborsati, che ci permetterà entro un dato tempo di annullare la transazione, senza peraltro dover fornire alcuna giustificazione.
Perciò se abbiamo bisogno di contanti per una spesa improvvisa, oppure semplicemente abbiamo finalmente deciso di trasformare in denaro i vecchi gioielli che non utilizziamo più oppure rotti, o anche altri oggetti in oro, i negozi che comprano oro su internet possono essere una soluzione sicura, comoda, veloce ed anche economica.

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